Stemma Fortitudo BasketFortitudoBologna

Società

Club

Una società sportiva radicata nel territorio, con una storia lunga quasi un secolo e un progetto che guarda avanti.

Manifesto

«E tu, Fortitudo, sarai sempre la Numero 1 nel mio cuore, nelle vittorie come nelle sconfitte.»
Gary «Baron» Schull

La storia della Fortitudo non si misura soltanto attraverso i trofei conquistati. Vive nelle emozioni, nei protagonisti e nei momenti capaci di unire intere generazioni attorno alla Effe Scudata. È una storia profondamente bolognese, fatta di orgoglio popolare, cadute, rinascite e di una passione che non ha mai conosciuto categoria.

Dalla palestra Canetoli di via San Felice 103 ai grandi palcoscenici europei: una storia di orgoglio popolare, cadute e rinascite, che continua ancora oggi.

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1932

Nasce la sezione pallacanestro

1

Coppa Italia

Coppa Italia (1998)

2

Scudetto

Scudetti (2000, 2005)

103

VIA SAN FELICE,  DOVE TUTTO È INIZIATO

Storia

1932 — Le origini: dalla Casa Madre alla palestra Canetoli1966 — L'approdo in Serie A1977 — La finale di Coppa Korac1988 — I derby del Sorpasso1992 — Il miracolo di Reggio Emilia1998 — Il primo trofeo2000 — Il primo scudetto2004 — La finale di Eurolega2005 — Il secondo scudetto2013 — La rinascita della Fortitudo Bologna 1032015 — Il ritorno in Serie A22019 — Il ritorno nell'olimpo2023 — Nasce Sporting Fortitudo Srl2026 — Nuovo corso Fortitudo

1932

Le origini: dalla Casa Madre alla palestra Canetoli

La sezione pallacanestro nasce nel 1932 nella palestra Canetoli di via San Felice 103: la prima partita è dell'11 settembre contro la Bologna Sportiva.

Il racconto completo

Dal 1901 a oggi: capitoli, protagonisti e stagioni della storia biancoblu.

Capitoli

12 capitoli

  • Le radici della Fortitudo affondano nella Società Ginnastica Fortitudo, la Casa Madre, fondata il 3 ottobre 1901. La sezione pallacanestro nasce nel 1932, quando il cavalier Renato Degli Esposti fa montare due canestri nella palestra Canetoli di via San Felice 103, nello stesso luogo che oggi ospita la Palestra Furla.

    La prima partita viene disputata l'11 settembre 1932 contro la Bologna Sportiva. Da quelle umili origini prende forma un'identità destinata a diventare unica: popolare, orgogliosa e indomita. Se Bologna è Basket City, la Fortitudo ne rappresenta l'anima più viscerale.

    Il numero 103 non è quindi soltanto un indirizzo o un codice storico: è il luogo simbolico da cui tutto ha avuto inizio e identifica ancora oggi il legame tra la Fortitudo, Bologna e la sua gente.

  • Dopo oltre trent'anni trascorsi nelle categorie minori, il 12 agosto 1966 la Fortitudo entra nella massima serie. In un ristorante di via della Grada, il presidente Piero Lucchini, il segretario Piero Parisini, il consigliere Bruno Mezzadri e l'allenatore Beppe Lamberti portano a termine l'acquisizione dei diritti sportivi dell'Alcisa-Sant'Agostino che milita in serie A.

    La Fortitudo Cassera debutta nella massima serie il 23 ottobre 1966 sul campo di Cantù, perdendo 81-69. Sette giorni più tardi arriva la prima vittoria, un 66-62 contro la Splugen Gorizia. La sofferta salvezza viene conquistata all'ultima giornata, superando l'Aramis Biella per 67-51 in una sfida senza appello, essendo le due squadre a pari punti.

    Beppe Lamberti, destinato a sedere per dodici stagioni sulla panchina biancoblu, costruisce una squadra tenace e combattiva attorno a giocatori come Paolo Bergonzoni, primo fortitudino convocato in Nazionale e la guardia d'assalto "Picchio" Orlandi.

    Nell'estate del 1968 arriva Gary "Baron" Schull. La sua energia, la forza fisica e la generosità in campo ne fanno immediatamente un idolo. In cinque stagioni con la Fortitudo Eldorado, il Barone diventa anche il primo giocatore biancoblu a vincere la classifica dei rimbalzisti, nel 1969/70, e quella dei marcatori, nel 1970/71.

  • Dopo l'addio di Lamberti e Schull comincia una lunga fase di alterne fortune. Tra gli anni Settanta e Ottanta la Fortitudo si divide più volte tra A1 e A2, ma a ogni retrocessione risponde con un'immediata promozione. I risultati avversi, anziché indebolire il legame con il pubblico, rendono ancora più profondo il senso di appartenenza.

    Nel 1977 una squadra giovanissima, indicata alla vigilia come sicura candidata alla retrocessione, conquista il terzo posto in campionato e raggiunge la finale di Coppa Korac. Il 5 aprile, a Genova, la Fortitudo Alco affronta la Jugoplastika Spalato senza il suo uomo-guida, l'oriundo Carlos Raffaelli, squalificato. La formazione bolognese viene sconfitta 87-84 al termine di una partita combattuta e controversa, davanti a migliaia di tifosi arrivati per sostenere l'Aquila.

    Un'altra impresa arriva nella stagione 1979/80. Con sei giocatori Under 21 tra i dieci a referto e la coppia americana Starks-Jordan, contro ogni pronostico la Fortitudo riconquista la Serie A dopo la retrocessione dell'anno precedente. Protagonista di quella inaspettata promozione è anche il ventenne Maurizio Ferro, uno dei fondatori nel 1970 della Fossa dei Leoni, gruppo storico della tifoseria fortitudina.

    Durante la gestione Gambini-Caselli, affiancata dal direttore sportivo Renzo Angori, vengono valorizzati giovani giocatori entrati nel cuore dei tifosi, tra cui Giacomo Zatti, Pellacani e Iacopini. Il culmine di quel periodo arriva nei playoff del 1988, quando la Fortitudo di Mauro Di Vincenzo supera nei playoff la Virtus in due partite nei derby passati alla storia come quelli del "Sorpasso".

    L'arrivo di una leggenda dell'NBA come Artis Gilmore, nel settembre 1988, alimenta ulteriormente le ambizioni, ma le difficoltà finanziarie e una serie di sfortunate sconfitte conducono alla retrocessione in A2 nel 1990.

    Il presidente Renato Palumbi decide di ripartire dai giovani del vivaio, sostenuti dall'esperienza di capitan Daniele Albertazzi. Seguono due stagioni drammatiche. Nel 1991 la discesa in Serie B viene evitata con una vittoria a Cremona, accompagnata dal clamoroso esodo di oltre duemila tifosi. Il 2 aprile 1992 diventa poi la sera del miracolo di Reggio Emilia, quando perdere significherebbe la discesa in serie B e la probabile scomparsa della Fortitudo. Teoman Alibegovic, giunto a Bologna poche ore prima della partita, segna 28 punti e trascina la squadra alla vittoria per 93-88. Da quel giorno, per il popolo fortitudino, sarà semplicemente "il Salvatore".

  • Dal rischio di scomparire prende avvio il periodo più luminoso della storia biancoblu. Con la nuova proprietà di Giorgio Seragnoli la Fortitudo torna in Serie A in appena una stagione e diventa una delle società più ricche e competitive d'Europa. La squadra affidata ad un giovane Sergio Scariolo viene rinforzata da giocatori come il talentuoso Vincenzo Esposito, Dan Gay e Andrea Blasi, accanto ai confermati Corrado Fumagalli, Max Aldi e Dallas Comegys. Nonostante una penalizzazione iniziale di sei punti, la Fortitudo chiude al sesto posto e nel 1994 torna a qualificarsi per la Coppa Korac.

    Negli anni successivi arrivano grandissimi campioni come Aleksandar Djordjevic, Carlton Myers, Claudio Pilutti, Gregor Fucka, Giacomo Galanda e Conrad McRae. Parallelamente, la società sviluppa un settore giovanile di altissimo livello e si stabilisce ai vertici del basket italiano ed europeo.

    Tra il 1996 e il 1998 la Fortitudo raggiunge tre finali scudetto consecutive. Il titolo sfugge prima contro la Stefanel Milano, poi contro la Benetton Treviso e infine contro la Virtus, ma la squadra ha ormai assunto una dimensione da grande protagonista.

  • Il 1° febbraio 1998 la Fortitudo conquista il primo trofeo della propria storia. Dopo aver superato la Virtus in semifinale, batte nettamente la Benetton Treviso per 73-55 nella finale di Coppa Italia disputata a Casalecchio di Reno. Davanti a ottomila tifosi biancoblu, Carlton Myers viene nominato miglior giocatore della competizione e alza finalmente la coppa tanto attesa.

    Nel 1999 la Effe raggiunge per la prima volta le Final Four di Eurolega, dopo aver eliminato due corazzate come Panathinaikos e Real Madrid. Nello stesso periodo arriva da Reggio Emilia Gianluca Basile, destinato a diventare uno dei simboli più amati della Fortitudo.

    La svolta definitiva arriva nel campionato 1999-2000 con l'arrivo in panchina di Charlie Recalcati e l'ingaggio del monumentale lungo croato Stojko Vrankovic. Dopo una stagione regolare dominata con sole tre sconfitte e playoff con sole vittorie, la Fortitudo affronta ancora la Benetton nella finale scudetto. Persa gara 1 al PalaDozza, la squadra reagisce affidandosi anche alla solidità del reparto lunghi formato da Vrankovic, Gregor Fucka e Giacomo Galanda. Il 30 maggio 2000, con il successo per 79-68 in gara 4 a Treviso, la Fortitudo conquista il suo primo scudetto. Il Palaverde si colora di bianco e di blu, mentre a Bologna una folla immensa invade le strade per celebrare un traguardo inseguito per decenni.

  • Dal 1996 al 2006 la Fortitudo partecipa ininterrottamente all'Eurolega. Dopo il primo scudetto raggiunge altre quattro finali per il titolo italiano e nel 2004 torna alle Final Four della massima competizione europea. A Tel Aviv supera Siena in semifinale, prima di arrendersi al Maccabi padrone di casa. Quella è anche l'ultima volta che una squadra italiana disputa la finale di Eurolega.

    Dal novembre 2002 la squadra è guidata da Jasmin Repesa, allenatore che fonda il proprio progetto sull'intensità difensiva e sulla valorizzazione dei giovani. Sotto la sua guida emergono Marco Belinelli, Stefano Mancinelli ed Erazem Lorbek, inseriti in un gruppo che comprende Gianluca Basile, Dalibor Bagaric e Rubén Douglas.

    Il 16 giugno 2005 la Fortitudo conquista il secondo scudetto. In gara 4 della finale contro l'Armani Jeans Milano, Douglas realizza il tiro da tre punti che fissa il risultato sul 65-67. Il canestro decisivo, scagliato da quasi metà campo a pochi centesimi di secondo dalla sirena, viene convalidato dopo il controllo all'Instant Replay, introdotto proprio in quei playoff.

    La drammatica attesa, il canestro vincente e l'esplosione di gioia che ne segue, rendono quella conclusione una delle pagine più emozionanti della storia fortitudina.

  • Nel 2006, dopo un'altra finale scudetto disputata contro Treviso, si conclude l'era Seragnoli. I successivi cambi di proprietà aprono un periodo di instabilità economica e societaria.

    A non venir meno è l'amore dei fortitudini. Nel 2010, nonostante una doppia retrocessione e nonostante la squadra sia costretta a ripartire dalla terza serie (A Dilettanti), più di tremila tifosi rinnovano il proprio abbonamento. Sul campo arriva a Forlì la vittoria decisiva per la promozione in A2, ma le inadempienze finanziarie conducono all'esclusione dai campionati e al successivo fallimento.

    Tutto sembra finito, ma l'avventura della Fortitudo è da sempre una storia di resistenza e rinascite.

  • Nell'estate del 2013, dopo tre stagioni di assenza, prende forma il progetto per riportare in campo la Effe Scudata. Grazie all'impegno di Marco Calamai, nel ruolo di garante, al coinvolgimento dei tifosi e del Comune di Bologna e al sostegno decisivo della Casa Madre, il 18 giugno 2013 viene costituita la Fortitudo Pallacanestro Bologna 103. La FIP autorizza la nuova società, guidata da Gianluca Muratori, a ripartire dalla Serie B.

    La risposta del popolo biancoblu è straordinaria: 3.015 abbonamenti e una media superiore ai quattromila spettatori stabiliscono numeri senza precedenti per la categoria. La prima stagione termina con l'eliminazione nei playoff contro Cento, ma la delusione non interrompe il progetto. Dal settembre 2014 la proprietà fa capo alla holding Bologna 1932 e, con Matteo Boniciolli in panchina, la Fortitudo completa la propria risalita.

    Il 13 giugno 2015, a Forlì, la vittoria per 66-42 contro Siena vale il ritorno in Serie A2. Oltre quattromila tifosi accompagnano l'impresa. La promozione in Serie A viene sfiorata già nella stagione successiva, quando la Effe raggiunge gara 5 della finale playoff contro Brescia. Il simbolo di quegli anni è Davide Lamma, capace di tornare in campo a 40 anni per aiutare una squadra decimata dagli infortuni: una scelta che incarna pienamente lo spirito Fortitudo.

    Nei due campionati seguenti il cammino si ferma in semifinale, prima contro Trieste e poi contro Casale Monferrato.

  • La stagione 2018/19 segna il ritorno della Fortitudo nella massima serie. La squadra guidata da Antimo Martino domina il campionato dall'inizio alla fine, ottenendo 25 vittorie in 30 partite ed eguagliando il record della Yoga Bologna del 1987/88.

    Il 31 marzo 2019, con il successo per 91-79 contro Ferrara al PalaDozza, la promozione diventa matematica con diverse giornate di anticipo. Tra i protagonisti ci sono Stefano Mancinelli (tuttora recordman di presenze in maglia Fortitudo), tornato a Bologna dopo importanti esperienze ai vertici del basket italiano e il neo-acquisto Matteo Fantinelli, cresciuto a suo tempo nel settore giovanile biancoblu.

    La Fortitudo conquista anche la Supercoppa LNP, supera la Virtus Roma nella finale tra le vincitrici dei due gironi e arriva a un passo dalla Coppa Italia, persa in finale contro Treviso. Dopo dieci anni dall'ultima apparizione del 10 maggio 2009, la Effe torna così in Serie A.

    Nella prima stagione da neopromossa, sostenuta da 4.800 abbonati, la squadra si mantiene stabilmente in zona playoff e raggiunge la semifinale di Coppa Italia, ma l'interruzione del campionato per la pandemia ferma un percorso che stava restituendo alla Fortitudo un ruolo di primo piano. Il piazzamento ottenuto vale inoltre il ritorno nelle competizioni europee, con la partecipazione alla Basketball Champions League.

    La stagione 2020/21, disputata senza il sostegno del pubblico sugli spalti, si conclude con la permanenza nella massima serie. Nell'annata successiva, segnata anche da un ridimensionamento economico, arriva invece la retrocessione in Serie A2.

  • Nel 2022/23 il cammino nei playoff si interrompe contro la Vanoli Cremona, poi promossa in Serie A. Nell'estate del 2023 nasce Sporting Fortitudo Srl, costituita da otto imprenditori e professionisti bolognesi, che assume la governance della Fortitudo Pallacanestro Bologna 103 e del settore giovanile Fortitudo Academy.

    La squadra affidata ad Attilio Caja, sostenuta da capitan Matteo Fantinelli e da giocatori come Pietro Aradori, Deshawn Freeman e Mark Ogden, resta a lungo ai vertici del campionato. Il percorso si conclude nella finale playoff contro Trapani, anche a causa delle pesanti assenze di Aradori e Ogden nel momento decisivo.

    Nelle stagioni seguenti la Effe continua a competere nelle prime posizioni della Serie A2, misurandosi con avversarie costruite per il salto di categoria. Il nuovo progetto societario punta a consolidare il club attraverso serietà, trasparenza, competenza e sostenibilità, senza perdere di vista l'ambizione che accompagna da sempre la Fortitudo.

  • Il 16 giugno 2026 la Fortitudo cambia governance: Rossano Guerri viene nominato Presidente del club e Matteo Gentilini diventa azionista di maggioranza.

    Un passaggio che apre una nuova stagione per la società biancoblu, nel segno della continuità con i valori di sempre e di un progetto che guarda avanti, con l'ambizione di riportare la Effe dove merita di stare.

  • La Fortitudo è il filo che unisce la palestra di via San Felice ai grandi palcoscenici europei, il "Barone" Schull al tiro di Rubén Douglas, le trasferte nelle categorie minori alle notti dello scudetto. È il patrimonio condiviso dei campioni che ne hanno indossato la maglia e delle generazioni di tifosi che non l'hanno mai abbandonata.

    Cambiano i giocatori, gli allenatori, le proprietà e le categorie. Non cambia quella fede biancoblu capace di trasformare ogni difficoltà in una nuova partenza. Perché la Fortitudo non è soltanto una storia da raccontare: è un'appartenenza da vivere.

    Dal 1932, con Bologna nel cuore e lo sguardo rivolto in alto, dove osano le Aquile.

Governance

Dirigenza

Matteo

Gentilini

Presidente Club Fortitudo

Rossano

Guerri

Presidente Fortitudo Pallacanestro

Maurizio

Gentilini

Consigliere Fortitudo Pallacanestro

Operations

Staff societario

Francesco

Loreti

Responsabile operativo

Francesco

Nanni

Addetto agli arbitri

Patrizia

Colombari

Amministrazione

Federico

Boschi

Responsabile comunicazione

Leric

Taboboca

Social media manager

Andrea

Lazri

Fotografo

Domenico

Bonacorsi

Responsabile marketing

Giorgio

Durante

Marketing

Matteo

Bianchini

Marketing

Alessandro

Arrigo

Marketing

Giovanni

De Luca

Responsabile sicurezza

Giada

Ariotti

Biglietteria

Gianluca

Landi

Biglietteria

Francesco

Livorti

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